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Banca del Sud Istituti Cooperativi pronti a investire cinque membri nel comitato promotore
Il mondo del credito cooperativo è pronto a partecipare al progetto di Banca del Mezzogiorno, voluto dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, investendo nel capitale iniziale dell'istituto 50 milioni di euro. Giovedì scorso Federcasse, l'organizzazione di categoria presieduta da Alessandri Azzi, si è riunita a Roma per decidere le modalità di intervento, proponendo l'inserimento nel comitato promotore di cinque membri espressione delle banche di credito cooperativo (Bcc). E' quanto rivelano fonti finanziari, precisando che la decisione sarà adesso sottoposta al Tesoro. Dalle Bcc arriva così una mossa "concreta" per far sì che la Banca del Mezzogiorno diventi al più presto "un utile strumento per la crescita del Sud", spiegano le fonti.
Cinquanta milioni di euro da investire nel capitale iniziale della Banca del Mezzogiorno e cinque esperti da inserire nel relativo comitato promotore. E' la disponibilità che arriva dal mondo del credito cooperativo per il progetto voluto dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti. E' quanto avrebbe deciso Federcasse, la federazione nazionale delle banche di credito cooperativo (Bcc) presieduta da Alessandro Azzi, nel corso di una riunione tenutasi due giorni fa a Roma. Lo rivevano fonti finanziarie, precisando che la decisione sarà adesso sottoposta al Tesoro. Il progetto, come noto, prevede il coinvolgimento della rete delle banche di credito cooperativo e delle casse rurali del Mezzogiorno (centoundici banche con 617 sportelli) e del gruppo bancario Iccrea, al fine di costituire un istituto di credito di secondo livello aperto anche ad altri soggetti economici, con l'obiettivo di favorire su basi nuove lo sviluppo di servizi creditizi e finanziari a sostegno delle piccole e medie imprese del Sud e di una complessiva crescita dell'area. Di recente Azzi ha spiegato che la creazione della Banca del Mezzogiorno rappresenta "un'iniziativa che Federcasse sta valutando unitamente al gruppo bancario Iccrea, la componente imprenditoriale del sistema del credito cooperativo e che dovrà venire approfondita con la Banca d'Italia. Le Bcc - ribadisce il presidente - sono banche possedute e governate da chi nel Sud vive e opera, impegnate a realizzare una prossimità intelligente, capace di creare relazioni virtuose con le famiglie e le Pmi". La raccolta diretta nell'area nel 2008 è stata di 14,6 miliardi e gli impieghi si sono attestati a poco più di 10 miliardi, con una crescita dell'8,9 per cento. Il patrimonio delle Bcc del Sud, nell'insieme, ammonta a 2,2 miliardi. "Il credito ooperativo - assicura Azzi - farà, come ha sempre fatto, la propria parte per contribuire allo sviluppo economico, sociale e culturale dei territori dove opera. Nello specifico del Sud, proseguendo nel solco di un impegno che negli anni non è mai venuto meno e che anzi ha contribuito, anche in questa fase di crisi, a tutelare molte migliaia di famiglie e piccole e medie imprese. Voglio ricordare - conclude - gli innumerevoli accordi locali per la messa a disposizione di plafond di finanziamenti per le Pmi, le tante intese per il microcredito alle famiglie in collaborazione con le diocesi e quelle per anticipare la cassa integrazione guadagni ai lavoratori delle aziende in crisi". |